A 360 gradi con la Space Economy con Battiston e Cristoforetti

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I prossimi anni saranno caratterizzati dalla Space economy, che a livello mondiale vale oggi 330 miliardi di dollari. “Dai trasporti, compreso anche il turismo spaziale, alle comunicazioni, dai big data alla possibilità di ricavare informazioni e materiale dagli asteroidi”. Queste le parole del Presidente dell’Agenzia Spaziale italiana (Asi) Roberto Battiston durante il suo intervento in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico 2017-2018 dell’Università di Perugia, dove ha parlato di uno spazio sinonimo di “ricerca, economia e futuro” ma anche di “benessere, progresso e benefici quotidiani“.  Battiston, affiancato dall’astronauta Samantha Cristoforetti, ha voluto sottolineare “in quali direzioni e dove ci porterà lo spazio negli anni a venire”. Oltre ad una ricerca che deve essere “sempre spinta dalla curiosità e dall‘interesse“, secondo Battiston c’è un’economia spaziale che a livello mondiale vale oggi 330 miliardi di dollari.  “Come agenzia spaziale – ha detto – siamo molto attenti all’aspetto economico dell’attività spaziale. Su questo fronte il governo ha lanciato un piano, appunto ‘Space economy’, che mette sul piatto 500 milioni di euro a fronte di altrettanti da parte dei privati. La sfida è quella di puntare ad uno spazio in cui pubblico e privato lavorano insiemeperché siamo coscienti che c’è una prospettiva economica: quando si investe nello spazio c’è un ritorno. Tutti gli indicatori a livello mondiale dicono che questo porta economia, benessere e progresso e una ricaduta diffusa, dando pure benefici quotidiani, invisibili a volte ma sostanziali e preziosi“.

Con lo ‘Space tour‘ – secondo quanto ha inoltre sottolineato sempre Battiston – ci sarà la possibilità di andare nello spazio “a prezzi contenuti e sarà questo il futuro non tanto lontano e per un pubblico sempre più vasto“. Battiston ha poi ricordato che “già si sta pianificando la prossima base spaziale vicino alla luna ma il grande obiettivo rimane Marte“. “Quando attualmente parliamo di astronauti e di spazio – ha evidenziato – si parla dell’orbita bassa della stazione spaziale. Sono 400 chilometri in verticale, un po’ difficile da raggiungere ma siamo comunque vicinissimi alla terra. Il prossimo passo grazie agli studi fatti in questi anni e che continueranno in futuro, anche grazie ad astronauti come Samantha, sarà quello di pianificare e come del resto già si sta facendo, la prossima base lunare: una stazione spaziale nelle vicinanze della luna con possibilità di allunaggio e ritorno magari addirittura con una base che possa stare sul pianeta per un certo periodo e con astronauti”. Tutto questo, per Battiston, “in prospettiva” e con il “grande obiettivo” che rimane però Marte, fra 15-20 anni. “L’uomo non c’è mai stato – ha ricordato – e abbiamo mandato solo dei robot che sono molto potenti, ma l’intelligenza umana nel capire e risolvere i problemi è ancora enormemente più grande. Il progresso scientifico che potremmo avere quando per la prima volta uomini e donne potranno andare su Marte sarà sostanziale”.

Hawking: “Parlare con lui era come parlare con un marziano”
“Un uomo intrappolato in un corpo fragilissimo ma con una mente curiosissima. La sua è stata una storia straordinaria dal punto di vista umano oltre che scientifico. Parlare con lui era come parlare con un marziano“: il presidente dell’Agenzia spaziale italiana, Roberto Battiston, ha ricordato così Stephen Hawking, l’astrofisico della ‘Teoria del Tutto‘, malato di Sla, morto all’età di 76 anni. Lo ha fatto a margine della sua partecipazione all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Perugia.

Presente anche l’astronauta Samantha Cristoforetti. “Me lo ricordo quando è venuto a Ginevra a visitare l’esperimento sull’antimateria che stavamo completando” ha detto ancora Battiston di Hawking. “Sono rimasto molto impressionato – ha aggiunto – da questo uomo fragilissimo accompagnato da sei sette infermieri che si è fatto vestire con il camice necessario per accedere alla camera pulita e per quasi due ore è rimasto con noi a parlare. Davanti a noi c’era un uomo che andava in giro nonostante la sua malattia senza sosta per capire, studiare oltre a presentare le sue riflessioni. Si capiva che c’era un personaggio straordinario.

Sono state due ore di tensione ed emozionanti. Lui disse a 21 anni, quando gli avevano dato due anni di vita, che ogni giorno in più andava bene. E dopo 55 anni ha raggiunto la morte a una età anche normale a conferma di una storia straordinariaanche umanamente parlando oltre che a livello scientifico“.

“Hawking – ha sottolineato ancora Battiston – si è occupato dei problemi più difficili ed innovativi della cosmologia e dei buchi neri. Le sue scoperte e teoremi sono ancora oggetto di studio in questo momento anche con le onde gravitazionali individuate recentemente tra l’altro anche con l’aiuto del Dipartimento di fisica dell’università degli studi di Perugia. Sono degli strumenti che ci permetteranno di verificare negli anni alcune delle sue clamorose predizioni”.

Cristoforetti, prossimi 20 anni saranno interessanti per l’esplorazione spaziale
Cose molto interessanti ci aspettano, in merito all’esplorazione umana nello spazio, nei prossimi vent’anni“: lo ha detto l’astronauta Samantha Cristoforetti, ospite con il presidente dell’Asi, Roberto Battiston, all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Perugia. Davanti ad una platea di studenti e professori, nell’aula Magna di palazzo Murena sede dell’ateneo perugino, la protagonista della missione Futura ha ricordato che “la scienza va coltivata e divulgata anche al grande pubblico”. “Oltre a continuare la nostra presenza nella stazione spaziale – ha affermato Cristoforetti – si sta cercando un’ottica di commercializzazione per enti e istituzioni che vogliono fare ricerca in assenza di gravità“.

Secondo l’astronauta, sarà la nuova stazione spaziale cinese “la grande novità” dei prossimi anni, visto il progetto “ben finanziato“. “In questa direzione ci sono idee di collaborazione da parte delle agenzie spaziali europea e italiana” ha aggiunto l’astronauta che poi ha annunciato, spostandosi in un’ottica di “orbita bassa“, le mete “più ambizione” in campo spaziale come quelle che riguardano la Luna e Marte.

Cristoforetti, rivolgendosi poi ai ragazzi presenti e sottolineando che “la scienza va coltivata e divulgata anche al grande pubblico”, ha ricordato la sua missione di 200 giorni (sei mesi e mezzo) nello spazio, dopo aver però ripercorso la sua storia personale: “Nata in un posto di montagna, da sempre sono stata affascinata dal cielo stellato”.

Cristoforetti a studenti, è fondamentale avere un obiettivo
“Ho realizzato un sogno che è quasi impossibile ma per una questione di numeri, non per altro. Più che il traguardo e l’obiettivo è il percorso che è importante”: questo è il messaggio che l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) Samantha Cristoforetti, protagonista della missione Futura dell’Agenzia spaziale italiana, ha portato oggi agli studenti dell’Università degli studi di Perugia. Prima del suo intervento all’inaugurazione dell’anno accademico dell’ateneo perugino, insieme al presidente dell’Asi, Roberto Battiston, l’astronauta ha incontrato i giornalisti sottolineando che il suo è “un messaggio di ottimismo e positività che – ha detto – è un po’ legato alla mia storia di una persona che è riuscita in qualche modo a realizzare un sogno ma non perché sia più brava di altri ma per circostanze fortuite anche”. “Vorrei trasmettere a questi ragazzi – ha sottolineato – che è importante e fondamentale avere un obiettivo, una idea di quello che si vuole plasmare in questo mondo, per restarci attaccati, per costruire mattoncino dopo mattoncino il proprio futuro, senza però che questo diventi una ossessione o una aspettativa di soddisfazione, perché poi c’è qualcuno che è più fortunato di altri”. “Quindi solo aver avuto un obiettivo importante che mi ha fatto crescere sarebbe stato comunque appagante, anche se non fosse andata così bene per me” ha poi aggiunto Cristoforetti. (ansa)