Tiangong, nuova forbice tra l’alba e il tramonto di Pasqua

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Intanto vi diamo i passaggi sopra la testa di noi italiani per il giorno di Pasqua 06:47, 08:19,  09:51 ma quest’ultimo con un’elevazione bassa, difficilmente  detriti cadrebbero sull’Italia.  Se nel frattempo non dovesse cadere a Pasqua il giorno seguente le finestre pericolose per l’Italia sarebbero alle 06:11,  07:43,  09:15.  (Giancarlo Marescia, iw6atq)

La stazione spaziale cinese Tiangong1 ha ormai perso il controllo di assetto e ha cominciato a ‘ruzzolare’, o a ‘tombolare’ come dicono gli esperti, ossia a ruotare in modo irregolare su se stessa, rendendo più difficili i calcoli di astrofisici di tutto il mondo che in queste ore la stanno seguendo con telescopi e radar. Lo hanno detto oggi Claudio Portelli ed Ettore Perozzi, dell’ufficio Space Situational Awareness dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) rispondendo alle domande dei giornalisti nella diretta streaming organizzata dall’Asi.
“La stazione Tiangong1 continua a ruotare in modo irregolare“, ha osservato Portelli, e per questo le previsioni tengono conto di un margine di incertezza di 24 ore, all’incirca dall’alba di Pasqua. L’impatto nell’atmosfera dovrebbe avvenire quando il veicolo sarà alla quota di 120 chilometri: “sarà difficile inquadrare quel momento con i radar – ha detto ancora Portelli – e da allora resteranno 45 minuti per calcolare il punto in cui avverrà il rientro”.

BRILLANTE NEL CIELO COME VEGA
Ultimo passaggio visibile della stazione spaziale cinese Tiangong 1 nel cielo italianoprima del rientro in atmosfera previsto per Pasqua: alle 5,50 del 31 marzo la stazione spaziale sorvolerà il Sud Italia, brillando come la stella Vega. Sarà visibile anche nei cieli di Roma nello stesso orario, anche se più bassa sull’orizzonte e meno luminosa; dal Nord invece non sarà visibile.
“In questo momento la stazione spaziale Tiangong 1 si trova alla quota di 190 chilometrie, essendo sempre più bassa, ciascun passaggio è visibile da una regione sempre più ristretta della Terra”, ha spiegato l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope.





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