Influenza, ospedali di Ancona in tilt

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A Genova i medici di base vanno in pronto soccorso per affiancare il personale medico sul fronte dei casi influenzali, a Torino aumentati i posti letto fino a 300 unità. Ad Ancona? Reparti con posti letto in alcuni casi dimezzati a causa del personale in ferie fino a domani: Inrca e Torrette già in crisi e non siamo neppure al picco. Festività natalizie sacre per i dipendenti delle aziende ospedaliere anconetane, senza pensare alle conseguenze. Con l’influenza che sta mettendo a letto anche decine di medici, infermieri e personale Oss, arrivare a fine turno ogni giorno è un’impresa. Turni rinforzati, in alcuni casi raddoppiati, dipendenti costretti a tour de force, tra 10 e 12 ore passate in ospedale per sostituire il collega ammalato o quella che ha dovuto abbandonare prima della fine del turno.

Nonostante la tranquillità palesata dalle autorità sanitarie, l’Inrca, dedicato soprattutto ai pazienti più anziani, da giorni ha abbassato la saracinesca. Da giorni l’ospedale della Montagnola blocca l’invio di pazienti alla centrale operativa del 118: mancano i posti letto, pazienti convogliati a Torrette, dove però non si sguazza certo nell’abbondanza. Giovedì, tra mattina e pomeriggio, anche a causa dell’arrivo in contemporanea di una serie di emergenze da codice rosso, diversi pazienti ultrasettantenni sono rimasti parcheggiati in pronto soccorso. I casi più gravi in sala emergenza, in attesa di un posto letto che non arrivava.

L’unico provvedimento anti-caos preso dall’azienda è stato quello di bloccare fino a data da destinarsi i ricoveri programmati nei reparti della sfera medica. Altri, tuttavia, hanno ridotto fino al 50% la capacità di ricezione dei posti letto, proprio a causa della carenza di personale. La situazione emergenziale a Torrette è continuata sia venerdì che ieri, con attese piuttosto lunghe in pronto soccorso, ben sopra le tre ore, a causa della presenza di tantissimi codici bianchi e verdi, ossia i più lievi. Tra questi la maggior parte erano pazienti che, non essendo riusciti a contattare il proprio medico di famiglia, o preoccupati per uno stato considerato grave, hanno pensato bene di passare gli ultimi giorni di festa in ospedale.

Tutto questo in un periodo di allerta, ma non di massimo picco. C’è preoccupazione nei due principali ospedali anconetani (al Salesi e, in generale, per la parte pediatrica del caso, la situazione è abbastanza tranquilla) per cosa potrebbe accadere da qui alla fine di gennaio. La buona notizia è che da domani si ritorna nei ranghi e alla normalità dei turni, con le ferie invernali concluse per tutti, o quasi. (Fonte Resto del Carlino)





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