Domenica 25 Marzo lancette avanti di un’ora

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Tra sabato 24 marzo e domenica 25 marzo – ci sarà il cambio dell’ora: l’ora solare verrà stata sostituita dall’ora legale. Gli orologi digitali si aggiorneranno da soli (ma comunque è meglio controllare), mentre a quelli analogici vanno spostate le lancette avanti di un’ora. Si dormirà un’ora in meno, perché le due di notte diventeranno le tre, ma di sera ci sarà più luce.

L’ora legale in Italia fu introdotta per la prima volta nel 1916, con il decreto legislativo 631 del 25 maggio per risparmiare sull’energia sfruttando un minore uso dell’illuminazione elettrica: poi fu abolita e ripristinata diverse volte e adottata definitivamente con una legge del 1965, applicata a partire dall’anno seguente. Nei primi anni Ottanta si decise di estenderne la durata, portandola da 4 a 6 mesi. Nel 1996 è stato introdotto un ulteriore prolungamento di un mese, concordato a livello europeo: il ritorno all’ora solare è stato quindi ritardato all’ultima domenica di ottobre.

L’ora legale nel resto del mondo

Oltre che negli stati membri dell’Ue, cambierà l’ora in Svizzera e in Norvegia; in questi paesi l’ora legale terminerà l’ultima domenica di ottobre, quando verrà ripristinata l’ora solare. Ancora vari e diversi sono invece i tempi e le regole dell’ora legale nel resto del mondo, e ci sono paesi in cui esiste solo l’ora solare, come la Russia, che dal 2014 ha abolito l’ora legale. Negli Stati Uniti l’ora legale – che lì è chiamata DST, Daylight Saving Time, “risparmio diurno di luce” – è in vigore dal 12 marzo.

Ma serve davvero?

Negli Stati Uniti, come in Italia e negli altri paesi che adottano questo sistema, ogni anno si discute sul fatto se l’ora legale sia davvero necessaria e se la sua adozione porti effettivamente a uno stato di stress temporaneo causato dal dormire un’ora di meno e dallo spostare i propri orari biologici. Qualche anno fa l’Atlantic fa definiva il passaggio all’ora legale «dispendioso, inutile e persino pericoloso». Nello stesso periodo il Wall Street Journal raccontava le conseguenze negative del Daylight Saving Time per le relazioni sociali e la salute. La questione è arrivata anche al Parlamento europeo, dove il mese scorso due deputati hanno presentato una risoluzione che «invita la Commissione a condurre una valutazione approfondita» della direttiva che regola il passaggio tra ora solare e ora legale e «se necessario a formulare una proposta di revisione».





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